Nel pieno esercizio democratico si è svolta a Roma la XV Assemblea Nazionale dell’Azione cattolica,  presenti  700 delegati provenienti da tutte le diocesi d’Italia, 250 uditori e 80 ospiti tra autorità ecclesiali e politiche.

L’assise ha visto l’elezione del nuovo consiglio nazionale di AC e l’approvazione del documento assembleare nazionale che getta le basi per l’operatività del prossimo triennio.

Nei prossimi giorni il neoeletto consiglio nazionale, così come previsto dalla norma statutaria, fornirà alla Conferenza Episcopale Italiana una terna di nomi dalla quale i Vescovi potranno scegliere il nuovo Presidente nazionale di AC che succederà a Franco Miano. A quest’ultimo l’assemblea ha rivolto un grazie particolare per l’incessante attività di servizio svolta negli ultimi sei anni.

La presenza dei delegati FIAC (Forum Internazionale di Azione cattolica) ha dato la dimensione internazionale dell’Associazione, aspetto per il quale si è intensamente lavorato negli ultimi due trienni.

Dai lavori assembleari, che hanno visto anche l’attiva partecipazione del Segretario di Stato Vaticano Cardinale  Pietro Parolin e del Segretario della Conferenza Episcopale Italiana Monsignor Nunzio Galantino, è emerso chiaramente che la Chiesa ha bisogno dell’impegno di un laicato cattolico adulto nella fede, capace di riscoprire Cristo nel quotidiano e vivere la fede in Dio non solo nella Chiesa ma anche nel mondo. “La Fede si fa vita e non può non farsi vita” queste le parole pronunciate da Franco Miano alla fine dei lavori assembleari. Il  richiamo all’impegno civile, sociale e politico del laico cristiano ci deve interpellare tutti per “uscire” in maniera organizzata verso le realtà del quotidiano. Nella grande sfida della legalità – si è detto –  non ci sono aree territoriali più a rischio di altre, la malavita, infatti, è per definizione “organizzata”, la buona vita è spesso disorganizzata.

Dobbiamo impegnarci a fare rete di buone esperienze in modo che le diverse iniziative di buona vita non restino parcellizzate e possano essere conosciute da tutti e capitalizzate.

La nostra diocesi ha validamente contribuito a tutti i lavori assembleari e alla stesura del documento finale attraverso la redazione di un documento che, propedeuticamente all’assemblea nazionale,  ha visto coinvolti tutti i soci. A portare il contribuito dell’Ac diocesana sono stati delegati il Presidente diocesano Francesco Chiellino, l’Assistente Unitario Don Leo Greco, il Vice Presidente giovani Federico Valia e il rappresentante dell’Azione cattolica ragazzi Emanuele Cazzato.

La chiusura dell’assemblea non poteva avere migliore epilogo: l’udienza con il Santo Padre Francesco. All’incontro con il Papa i delegati assembleari sono stati raggiunti da tutti i presidenti parrocchiali delle oltre seimila parrocchie italiane in cui è presente l’Azione cattolica. Anche la nostra diocesi è stata presente all’udienza con tutti i presidenti parrocchiali. Da tutti, sono state  raccolte le sollecitazioni di Papa Francesco  riassunte dallo Stesso in tre parole:

RIMANERE in Gesù e godere della sua compagnia per poter uscire con Lui;

ANDARE per le strade delle nostre città e dei nostri paesi per annunciare Gesù con la vita (andare dove l’uomo vive, opera e spera);

GIOIRE ed esultare sempre nel Signore cantando la Fede (gioire perché chiamati ad essere corresponsabili nella Chiesa).

Animati dalle esortazioni del Santo Padre e carichi degli impegni assembleari, tutti i partecipanti, ritornando nelle realtà diocesane di appartenenza hanno assunto l’impegno ad essere, senza nessun clericalismo laicale, testimoni autentici del Vangelo e corresponsabili collaboratori nell’edificazione della Chiesa di Cristo.

Francesco Chiellino
Presidente diocesano di Azione Cattolica