“Sui passi di Rut…” – Campo ACR diocesano

Terminata l’esperienza del campo ACR di quest’anno, è stato facile pensare che esso non potesse presentare una guida migliore di quella di Rut, perché, per descrivere quest’esperienza basta la parola CAMMINO e chi meglio di Rut poteva mostrare un cammino da confrontare al nostro? Un cammino reale, intenso sotto molti aspetti; un cammino di crescita per i ragazzi, per gli educatori, per la responsabile Sonia Fera e per il vice Gaetano Viscomi, e forse addirittura per tutti i nostri assistenti di AC che ci hanno accompagnato nelle varie giornate ognuno con la sua presenza. Oltre a cammino di crescita possiamo parlare anche di cammino di scoperta e riscoperta. Scoperta di valori che spesso mettiamo da parte nel trambusto quotidiano, valori veri, sinceri, di amicizia, fratellanza e fiducia che nell’ambito del campo riescono a trovare la loro maggiore espressione nella condivisione e nel vivere insieme a persone già conosciute o meno. Tutto ciò trascorrendo con loro intere giornate diverse dalle solite e monotone e forse meno intense di emozioni, che viviamo nella nostra quotidianità fuori dal Campo. Riscoperta per quanto riguarda noi stessi, la nostra individualità e in particolare la nostra spiritualità e intimità verso il Signore, come ad esempio nel momento del deserto, molto apprezzato dai ragazzi perché permette di trascorrere del tempo mettendosi in contatto col Signore nel pieno dell’armonia del Creato e nel silenzio, concentrandosi su questo incontro, cosa che risulta difficile nel quotidiano presi dalle mille faccende che ci circondano e ci distraggono all’interno di ritmi frenetici. Un momento nuovo che di solito manca così come quello della riscoperta della nostra individualità, e questo sembra un paradosso che si possa riscoprire la nostra vera essenza, il nostro vero ruolo all’interno della missione di Dio all’interno di un momento così collettivo come il campo. E per finire scoperta di una figura spesso poco approfondita come quella di Rut chiaro esempio di coraggio e Fede smisurata nei confronti dei piani e dell’Amore Divino, una donna capace di abbandonare nel pieno della difficoltà, la sua terra senza smettere di mettersi al servizio, anche nella “nuova vita “ ricevuta, dando vita alla discendenza della famiglia di Gesù. Ma la sua storia ci mostra soprattutto che anche dalle peggiori negatività, difficoltà, se la Fede non ci abbandona, può nascere anche la cosa più meravigliosa . Nel nostro piccolo questo è il messaggio di speranza colto e osservato. Basta notare che seppur nella generazione attuale risultino difficili esperienze come quella vissuta da noi in questi giorni, e nonostante la generazione venga dipinta come povera di valori, i ragazzi ci hanno mostrato che anche da questa realtà sempre criticate possono nascere valori sinceri, legami forti, insegnamenti e persone speciali come quelle ammirate durante il campo. Nel nostro piccolo quindi il nostro cammino non si è fermato a Torre di Ruggiero così come quello di Rut non si fermò, ma deve continuare nelle nostre vite quotidiane, nelle nostre rispettive realtà parrocchiali. Presenti ragazzi ed educatori delle parrocchie di San Vito Martire, Sant’Anna, Santa Maria di Porto Salvo, Santissimo Salvatore, Sant’Antonio (Conventino) e San Roberto Bellarmino, che con grande passione e gioia hanno reso possibile l’ottima riuscita di questa esperienza. Da segnalare il forte senso di unitarietà e di AC come famiglia, come dimostrato dalle visite del Presidente Diocesano Francesco Chiellino e di tutti i Vice dei vari settori.

Nel complesso è stata una grande esperienza sia sotto il profilo dell’arricchimento spirituale grazie alle molte attività stimolanti ben accolte dai ragazzi, sia sotto il profilo anche del semplice divertimento e dei rapporti. Un campo che ha lasciato una scia di gioia, allegria, energia e soprattutto speranza grazie al messaggio di Rut e soprattutto la consapevolezza che affidandoci alla Fede, le belle esperienze come questa possono solo moltiplicarsi!

Manuel Cafasi – Equipe ACR